I dati relativi ai furti di biciclette in Italia parlano di un trend in calo da anni – fortunatamente! – tuttavia si stima che nel nostro Paese venga rubata una bicicletta ogni due minuti.

Allarmante? Sì, ma è importante notare che, se una bicicletta viene legata con un lucchetto di qualità e seguendo alcune semplici regole, le possibilità di farsi rubare l’amata due ruote si riducono fino quasi ad annullarsi.
La prima regola, ad ogni buon conto, è quella di non lesinare nella spesa per un buon antifurto e di diffidare da lucchetti economici. Noi di MOEZ ci affidiamo invece ai massimi esperti del settore: Abus e Kryptonite, che con i loro prodotti garantiscono il massimo dell’affidabilità e della sicurezza.

 

 

Come legare la bici

Può sembrare una banalità, ma catena e lucchetto devono “abbracciare” una parte chiusa del telaio. Reggisella, attacco manubrio, forcella o ruote sono componenti che i ladri fanno presto a smontare, se vincolati ad un antifurto. Anche il bloccaruota è un dissuasore di poco conto: si solleva l’intera bici e la si porta via caricandola su un furgone. È quindi opportuno scegliere sempre un ancoraggio saldo: una rastrelliera ben fissata a terra, una robusta ringhiera, un alto lampione possono essere elementi di arredo urbano utili.

 

 

Staccionate in legno, esili panchine e pluviali sono invece elementi architettonici facili da rompere o smontare, tanto da non richiedere nemmeno di forzare il lucchetto. Una raccomandazione: mai lasciare che il lucchetto o la catena tocchino il suolo, durante le soste. Per due motivi. Il primo è, banalmente, per preservare il sistema di sicurezza da urti, umidità o sporco presenti sul terreno. Il secondo, anche più importante, è che in questo modo i ladri possono “far leva” più facilmente, mentre se la catena rimane sollevata questa operazione diventa quasi impossibile.

 

 

Catena: flessibile e robusta

Esistono diversi modi per assicurare la vostra bici durante le soste.
Il primo si affida alla classica catena con lucchetto: grazie alla sua flessibilità si adatta facilmente alle più diverse situazioni e garantisce grande robustezza.

 

Come Legare la Bicicletta

 

Di contro, però, se scegliete un modello resistente vi troverete a fare i conti con un peso non indifferente. Scomoda quindi da portarsi appresso (nello zaino o nella borsa della bici): rimane la scelta più indicata per un utilizzo domestico, nel cortile di casa o in garage, dove la bicicletta sosta anche per diverse ore o notti intere.

 

Lucchetto a U: solidissimo

 

 

Una valida e pratica alternativa è il lucchetto a U o ad arco. Si tratta di una soluzione che offre garanzie di robustezza elevata e praticità di trasporto (esistono anche supporti specifici per fissarlo al telaio della bici), nonostante il peso non proprio contenuto. Il limite arriva dalla sua rigidità: difficile da forzare da parte dei ladri, riduce però le possibilità di ancoraggio solo a ringhiere o pali sottili, che possano essere “abbracciati” dall’archetto.
In abbinamento a questo lucchetto si può far lavorare anche un cavo d’acciaio, da avvolgere intorno alle ruote o alla sella (così assicuriamo anche quelle!). Oppure, per soste brevi, è utile per ampliare la flessibilità del lucchetto, utilizzando il cavo come cappio intorno a sostegni di dimensioni generose, anche se – in questo caso – si riduce il grado di sicurezza, perché il cavo rappresenta una sicurezza più facilmente scardinabile da un ladro esperto.

 

Pieghevole: comodo e pratico

 

 

Infine: il lucchetto pieghevole. Generalmente di dimensioni (e peso) contenute, è pratico e facile da gestire perché si fissa al telaio con appositi supporti e occupa poco spazio, ma all’occorrenza si apre (i modelli più diffusi si estendono per una lunghezza totale compresa tra gli 80 e i 100 cm) per legare la bici a supporti anche grandi come pali della luce o colonne.

 

 

 

Il grado di sicurezza non è meno elevato rispetto agli altri e, anzi, i modelli più robusti possono essere persino più solidi delle catene tradizionali. Come le catene, però, il peso cresce parecchio con il salire delle dimensioni (e del numero) delle maglie che lo compongono.

 

Allarmati e assicurati

Ciascun sistema di sicurezza ha, generalmente, un grado di sicurezza indicato sulla confezione. Abus utilizza una scala da 1 a 15; Kryptonite da 1 a 10. In entrambi i casi, il numero più elevato sta ad indicare una maggiore efficacia contro i tentativi di scasso o rottura.
Non vi basta? Allora aggiungiamo altro. Abus propone modelli dotati di allarme sonoro oppure di sensore di movimento: nel primo caso, quando si prova a rimuovere il lucchetto senza chiave scatta una sirena che “urla” fino a 100 dB, nel secondo invece si attiva un alert che comunica tramite App al vostro smartphone il tentativo di furto. Mica male, eh?
Kryptonite invece è talmente sicura della validità dei propri prodotti da garantire un rimborso in caso di furto del mezzo vincolato con i propri lucchetti. Più elevato è il grado di sicurezza attribuito al lucchetto o alla catena, maggiore è l’indennizzo.
In ogni caso, ogni lucchetto di nuova generazione ha poi una chiave specifica corredata da un codice: è importante conservarlo in luogo sicuro. Solo così infatti si potrà richiedere all’azienda produttrice una copia delle chiavi in caso di smarrimento.

 

Trasportare con attenzione

Infine: dove mettiamo il lucchetto o la catena mentre utilizziamo la bicicletta? Se la vogliamo portare con noi perché prevediamo delle soste lungo il percorso, possiamo riporre la nostra sicurezza in una borsa, che sia uno zainetto o un borsello da fissare al telaio o sottosella è indifferente. In alternativa si può fissare agli appositi supporti sul telaio forniti in dotazione con alcuni modelli. Abus e Kriptonite offrono la possibilità di legarli saldamente con fettucce a velcro o di fissarli direttamente al telaio utilizzando i fori del portaborraccia. Che si tratti di lucchetti pieghevoli o U-Lock, si può trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.

 

 

L’importante è non attorcigliare la catena intorno al telaio o, peggio, allo sterzo: il rischio di danneggiare la bici o il lucchetto stesso in seguito in un percorso tutto sobbalzi e buche è dietro l’angolo. Senza contare l’eventualità di una caduta dovuta all’interferenza della catena con lo sterzo o con le ruote!

 

 

No all’incuria

E a casa? Lucchetti e catene sono robusti, ma richiedono attenzioni per durare a lungo. Non lasciamoli per terra, dove possono creare intralcio durante le manovre in garage né abbandoniamoli in luoghi umidi o bagnati: l’ossidazione è nemica delle parti metalliche, anche se trattate per resistere agli agenti atmosferici. Un buon consiglio: periodicamente puliamo il lucchetto o la catena da polvere e morchia (uno sgrassatore di quelli che si usano per le trasmissioni bici va benissimo – ne abbiamo parlato nell’articolo sul lavaggio delle eBike), infine lubrifichiamo le serrature e le giunture con silicone spray, per mantenere la massima scorrevolezza e proteggere dall’umidità, così da avere sempre un lucchetto al massimo della propria efficienza per lunghi anni a venire.
Seguendo queste semplici e pratiche accortezze, un lucchetto di buona qualità durerà a lungo e, legando la bicicletta in maniera corretta, garantirà il massimo della sicurezza, tanto che sarà praticamente impossibile farsi rubare l’amata due ruote e potremo così dormire sonni tranquilli…

 

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