Adagiato ai piedi di Città Alta, sul lato orientale delle mura, Borgo Santa Caterina è uno dei borghi più suggestivi di Bergamo ed è tra i luoghi più rappresentativi della città. Qui si fondono cultura (con la vicina Accademia Carrara), devozione (con il Santuario della Beata Vergine Addolorata e la chiesa di Santa Caterina) e movida (con i tanti locali che si affacciano sulla via).
Ed è proprio qui, nel cuore antico eppur sempre in evoluzione della città, vivace punto di incontro serale per tanti cittadini e non solo, che Gianni Danesi, da raffinato cultore della qualità gastronomica alpina quale è, ha voluto raccogliere la professione del bisnonno, oste in Valle Seriana, nella Clusone a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del secolo scorso.

“Se hai fretta ti perdi il gusto delle cose. Vini, prosciutti, formaggi: hanno bisogno di maturazione e affinatura per esprimere tutte le loro qualità. Il cambiamento è graduale, ma alla fine il risultato è sublime”.
La Fiaschetteria è un locale fuori dal tempo, “è un luogo dove ritrovare lo spirito bohémien che si respirava negli ombrosi fondachi d’osteria di provincia” come ci spiega Gianni, un angolo di città che riporta ai ritmi rilassati di una volta e dove il valore della convivialità e della qualità gastronomica sono esaltati dall’oste. Piatti della tradizione alpina e altri re-interpretati con sapienza e curiosità, senza stravolgimenti. Su tutto, però, prevale la qualità delle materie prime, che siano prodotti di norcineria, formaggi o vini: la ricerca dell’oste è costante e puntigliosa.
La preferenza va alle realtà agricole e vitivinicole della provincia bergamasca, ma si sconfina anche fuori regione per trovare sapori caratteristici e lavorazioni artigianali, pur rimanendo a ridosso dell’arco alpino.
E a tavola? I posti a sedere sono pochi: anche qui prevale la qualità sulla quantità. E sulla fretta. Non si va in Fiaschetteria per una cena veloce, ma per la convivialità.
Larry vs Harry Bullitt Original

Gianni è stato tra i primi, a Bergamo, a scegliere la cargo bike Bullitt come mezzo di trasporto ideale per la sua attività: nel capiente cassone carica tutto il necessario per rimpinguare la dispensa, raggiunge i fornitori più nascosti e non conosce limitazioni di transito nelle ZTL. E nel trambusto del traffico impazzito, fila via senza pensieri. Telaio rigido e tanta stabilità caratterizzano questo modello, che può essere configurato a piacimento, a partire dal colore con ben 12 diverse varianti.
E poi si può scegliere l’allestimento di trasmissione (tradizionale a deragliatore o con cambio interno al mozzo), ergonomia (sella, manubrio, attacco e manopole per l’assetto preferito) e cassone (in questo caso con sponde alte e cerata impermeabile, ma ci sono anche seggiolini per bambini, capotte, box in metallo…).
Gianni ha scelto Bullitt Original, ovvero versione muscolare.
Ma per chi non vuole fare fatica, la Bullitt c’è anche con pedalata assistita, con motori Shimano E6100 o EP8.
E tu, come vorresti la tua cargo?



